Tranci di coda di rospo flambé con riduzione rossa, pinoli e erbe fresche

Ovvero la cucina fuffa per Jul, dove di fuffa c’è il nome, ma non quello che mangi!

Per la riduzione
600 g di pomodori maturi
1 cipolla

1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco

1 pizzico di zucchero

Sale e pepe

100 g di uvette

1 coda di rospo (o rana pescatrice) di poco più di un chilo, in tranci
Farina
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

1 bicchiere di armagnac

30 g di pinoli
Timo e basilico freschi per decorare

Tritare finemente la cipolla e l’aglio. Soffriggerli nell’olio e aggiungere i pomodori in quarti. Soffriggere per qualche minuto, allungare con il vino, aggiungere zucchero, sale e pepe e cuocere per 45 minuti a fuoco medio.
Passare il tutto al passaverdura con il disco a fori piccoli. Raccogliere la salsa ottenuta in una ciotola e aggiungere le uvette.

Scaldare il forno a 180° C.
Infarinare i tranci di coda di rospo. Scaldare l’olio in una capiente padella antiaderente. Aggiungere i tranci di coda di rospo e farli colorire su tutte e due i lati. Alzare la fiamma al massimo, sfumarli con l’armagnac e infiammare inclinando leggermente la pentola verso il fuoco (se non dovesse infiammarsi in questo modo, prendete un fiammifero e avvicinatelo alla pentola, stando molto attenti a non bruciarvi i capelli). Lasciar morire le fiamme scuotendo leggermente la pentola.

In una pirofila, fare un fondo con la salsa di pomodori e adagiarvi i tranci di coda di rospo. Distribuire i pinoli e le erbe fresche e informare per 10 minuti.
Servire caldo o tiepido.

Canicule 2005, ovvero gelato al caramello salato

La scorsa estate abbiamo fatto un giro della Francia centrale alla ricerca di vino e gourmandises… Ci sono giorni che mi spiace moltissimo non aver aperto il blog l’anno scorso, perché mi sarebbe proprio piaciuto raccontarvelo!
Comunque, in una calda giornata di agosto abbiamo passeggiato per una Nantes deserta… Dopo un pranzo in un tailandese consigliato dalla guida (buonino, abbiamo speso pochissimo e alla fine ci siamo alzati sazi, ma non abbastanza per Il Francese…) e tornando verso la macchina, ci ha attirato un baracchino dei gelati fuori da un pasticciere vicino alla cattedrale. Prima di noi c’era una signora che stava prendendo pure lei un gelato, e, andandosene, ci ha vivamente consigliato di provare il gelato al caramello salato. E se una francese si mette a parlare con due estranei, di cui una pure straniera, così, in mezzo al nulla, beh, sorridi e lo fai! Dio mio, quando ne trovi una gentile, ti aspetti che da un momento all’altro nevichi ad agosto!!!
Lo proviamo, anche se io non era esattamente convinta… E come al solito, nella mia assoluta ingenuità culinaria, ne rimango colpita, sconvolta e ne avrei mangiato un quintale!!! Era favoloso (e carissimo, tipo 3 euro a pallina!!!), perfettamente equilibrato tra un dolce caramello, una nota leggermente salata e la cremosità della panna. Nantes è molto vicina alla Bretagna e ne subisce anche le influenze culinarie, da qui l’utilizzo del sale in pasticceria, come per i palets breton.
Quando ho visto le caramelle salate della Cavoletto mi è subito tornato in mente quel favoloso gelato e ho iniziato, spinta dall’entusiasmo della nostra Belga (la Cavoletto, non l’insalata;-)) a pensare a come avrei potuto farlo.
E così, dopo molti ripensamenti e infite consultazioni di varie ricette, sono arrivata a una che mi sembrava fattibile, tecnicamente parlando.
Il gusto è molto simile, ma so che potrò migliorarlo! Come prima prova non è male!

110 g di zucchero di canna
Poca acqua
4 zollette di zucchero ambrato Perruche (in Italia non si trova, potete anche ometterlo)
500 ml di panna
90 g di burro salato
1 cucchiaino raso di fleur de sel de Camargue

Mettere lo zucchero, le zollette (se le usate) e l’acqua in un pentolino capiente. Lasciare caramellare lo zucchero: sarà pronto quando tuffando una goccia in un bicchiere di acqua fredda, non si dissolverà, ma si rapprenderà.
Nel frattempo scaldare la panna e aggiungerla allo zucchero caramellato mescolando bene. Cuocere per qualche minuto a fuoco medio continuando a mescolare.
Aggiungere il burro a tocchetti e continuare a mescolare finché il burro non si sarà sciolto completamente.

Togliere dal fuoco, trasferire in una ciotola o in una brocca e riporre in frigorifero. Prima di metterlo nella gelatiera, dovrà essere ben freddo. Visto il caldo io l’ho messo nel congelatore per qualche ora.

Questo composto tende a dividersi, perciò nella fase di raffreddamento dovrete mescolalo spesso.

Una volta freddo, trasferitelo nella gelatiera.

Prima di servire spolverizzarlo con poco fleur de sel (idea della Cavoletto questa! Grazie Cenzina!!!).

P.S. Troppo brilla per foto decenti, questa è l’unica venuta bene: la mia amica che finisce il gelato dalla gelatiera!

C’est la canicule…

Fa caldo… Molto caldo…

Questa sera abbiamo amici a cena… Ma fa caldo… E oltre a cucinare devo anche pulire…

La mia idea di cena è assolutamente fredda, al massimo tiepida…

Di sicuro ratatouille, fredda, che sto giusto giusto iniziando ora…

Poi abbiamo dei salumi calabresi che serviremo con un po’ di melone…
Qualche oliva…
Qualche snack giapponese a base di farina di riso…

E poi ho preso una rana pescatrice… e non so ancora come farla…

Consigli?

Piperita adolescente

Oggi sono in vena di confidenze…
Dovete sapere che ero un’adolescente molto ligia, brava a scuola e, che che ne dica mia madre, sicuramente NON una ribelle… La mia famiglia non ha mai avuto molto interesse nella musica perciò sono cresciuta senza una reale colonna sonora e senza delle cotte mostruose per qualche rock star o similari, senza pianti isterici per non aver ottenuto il permesso per andare a un concerto… Insomma, sono cresciuta a Varese, cosa vi aspettavate???
Alla veneranda età da 31 anni mi sono ritrovata con due cotte adolescenziali per dei cantanti, e mi sento veramente ridicola…
(Adesso arrivo alla parte che riguarda il cibo, un attimo…)
Quando sul mio piccolo Mp3 inizia una canzone di Bruce Springsteen (The Boss rules!!!), beh, io ridacchio e non riesco a controllarmi dal canticchiare (e in metropolitana è decisamente imbarazzante, visto poi che sono MOLTO stonata)… Se poi la canzone in questione è I’m on fire, vado proprio in brodo di giuggiole!!!
L’altra cotta è per il cantante di una delle band più cool degli ultimi tempi: Alex Kapranos dei Franz Ferdinand (se scrivi una canzone che ha come ritornello “I love the sound of you walking away”, beh, non puoi che essere cool!!!). Loro mi divertono, ma Kapranos mi fa impazzire! E come se non bastasse la loro aurea da rock star, sono pure degli intellettuali: scrivono per le pagine della cultura del The Guardian, e leggendo The Girl Who Ate Everything ho scoperto che Kapranos scrive anche per la sezione Food! Ed è pure bravo e fa morire dal ridere!!!
Ah, che bello tornare adolescenti a 31 anni!!! E avere un blog per scriverlo!!!

Cinnamon rolls (Schnecken)

Ieri faceva fresco! Per lo meno in casa mia entrava una bella arietta fresca, tant’è che mi è venuto di accendere il forno!
How to Be A Domestic Goddess alla mano, sezione Bread and Yeast, mi sono messa a cercare qualcosa di lievitoso, dolce e confortevole, con i dovuti accorgimenti…
Non fatevi spaventare né dalla lunga lista degli ingredienti, né dai vari passaggi che bisogna seguire: in realtà è una ricetta facile… Poco estiva, ma facile!

Per la pasta:
335 g di farina di grano duro per pane
3 cucchiai di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1 bustina di lievito di birra liofilizzato
67 g di burro
120 ml di latte
2 uova

Mescolare farina, zucchero, sale e lievito nella ciotola dell’impastatore (se voi vi immaginate la Piperita che si mette a impastare a mano, beh, sognate!). Sciogliere il latte con il burro nel microonde per 1 minuto. Lasciare raffreddare leggermente, mescolare le uova e aggiungere tutto alla ciotola. Impastare a velocità minima per 10 minuti o finché la pasta non si staccherà dai bordi e sarà satinata e liscia. Trasferire in una ciotola unta di olio , coprire con della pellicola e lasciare lievitare in un luogo caldo per almeno 1 ora.
Nel frattempo preparare lo sciroppo e il ripieno.

Per lo sciroppo:
100 g di burro a temperatura ambiente, morbido
2 cucchiai di zucchero di canna grezzo
2 cucchiai di sciroppo d’acero
4 cucchiai di golden syrup
120 g di noci del Brasile tritate grossolanamente

Sbattere con le fruste elettriche il burro, aggiungere lo zucchero continuando a sbattere, aggiungere gli sciroppi.
In una teglia per i muffin (da 12) distribuire il composto di burro sul fondo di ogni incavo e cospargere con le noci tritate grossolanamente.

Per la glassatura:
1 uovo
2 cucchiai di latte

Accendere il forno a 180 ° C.
Dare un pugno alla pasta, impastarla leggermente e stenderla in un rettangolo di 50 x 25 centimetri e spennellarlo con l’uovo sbattuto con il latte.

Per il ripieno:
3 cucchiai di zucchero
100 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di cannella

Mescolare gli zuccheri e la cannella e cospargere sulla pasta glassata con l’uovo e il latte.
Arrotolare abbastanza stretto, partendo dal lato più lungo e sigillando bene.

Tagliare il rotolo in 12 parti e disporre ogni pezzo, con la spirale più aperta verso l’alto, in ogni incavo dello stampo dei muffin.

Infornare per 15-20 minuti finché i roll non saranno gonfi e dorati.

Toglierli dal forno, mettere della carta da forno su una grossa teglia con i bordi che possa contenere la teglia dei muffin, metterla sopra alla teglia con i roll e, con un gesto veloce, rovesciare il tutto (teglia sotto, stampo dei muffin sopra ala contrario) sformando i roll in modo che sciroppo e noci stiano nella parte superiore. Questa operazione va fatta appena si toglie la teglia dal forno, perciò, attenti a non scottarvi e a non esitare: un gesto veloce e sicuro è l’unico modo per riuscire a farla!

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