Sale&Pepe Forever: Timballo di spaghettini e melanzane

Tratto da Il meglio di Sale&Pepe: Grandi paste con verdura, pg. 48, Fidelini con melanzane

E che potevo resistere e fare pari pari la ricetta? Ma siamo matti???

2 melanzane medie
Olio d’oliva per friggere

300 g di spaghettini

2 scatole di pelati
1 dado di verdure
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
Una manciata di foglie di basilico
1 pizzico di zucchero

80 g di ricotta salata

Tagliare le melanzane per il lungo in fette spesse 5 mm e friggerle in abbondante olio caldo. Non le ho messe a scolare con il sale perché le melanzane in questo periodo sono molto saporite ma anche acquosette e tendono ad assorbire molto sale.

Preparare la salsa. Soffriggere aglio e basilico nell’olio, aggiungere i pelati, il dado e lo zucchero e lasciare cuocere per un’oretta.

Cuocere gli spaghettini molto al dente, scolarli, condirli con la salsa e la ricotta salata grattugiata.
Ricoprire uno stampo con le melanzane, versarvi la pasta, aggiungere qualche cucchiaio di salsa, ricoprire con le melanzane rimaste e infornare per 10 minuti.

Servire tiepido.

La presentazione della rivista era a involtino: melanzana, pasta, chiuso con uno stuzzichino. Questa presentazione può essere eseguita solo con l’ausilio di melanzane molto lunghe.

More food photography tips

Non voglio togliere la gloria al post del Francese qui sotto, ma questo post di Matt (che finalmente ha rimesso l’RSS sul suo blog!!!) è stupendo!!! E per rendersene conto basta il primo consiglio che da per fare delle foto di cibo! Non voglio togliervi la sorpresa, ma mi sa proprio che seguirò Matt più che Food and Wine!!!

Abbinamento alla coda di rospo (il post serio del venerdì)

Come abbinamento a questo piatto ricco e gustoso ho scelto un Savennières, bianco della Loira (Savennières AOC, Clos du Papillon 2000, Domaine du Closel). Il suo corpo e morbidezza accompagnano la struttura del piatto e il fondo acidulato del pomodoro, mentre la sapida mineralità sorregge bene la dolcezza del sughetto e la persistenza delle sensazioni gusto-olfattive va a pari passo con gli aromi di ogni boccone. Il profumo di zucchero (Rabelais diceva di taffetas) caratteristico del Chenin Blanc dopo qualche anno di invecchiamento, cosi particolare in un vino secco, iniziava a sentirsi e ben si associava ai profumi del piatto.
Per chi preferisce rimanere su prodotti italiani, più facili da reperire, consiglierei un bianco strutturato siciliano (Ansonica o Grecanico) che abbia ancora una buona freschezza, o un Gewürztraminer trentino o del collio che sia morbido ma non troppo aromatico per non fare concorrenza al piatto. Si potrebbero anche provare le bollicine con un Franciacorta Satèn dall’acidità già smorzata, sempre che sia dotato di morbidezza e buona persistenza.

Nota della Piperita: questo vino l’abbiamo preso durante il nostro viaggio dello scorso anno, nel castello di produzione. Prima dell’acquisto, ti viene data una piantina della proprietà e sei libero di fare un giro nelle vigne e nei giardini, accompagnato da qualche oca, per poi arrivare alla vendita dove ti siedi tranquillamente con la Madame a provare i suoi vini. Lei ti racconta la loro storia, tu rimani affascinato e te ne compri un po’ di bottiglie, felice di aver acquistato qualcosa di buono con un bel passato alle spalle…

Inventario: erbe e spezie

Sono la regina della procrastinazione! E visto che con questo caldo non ho per nulla voglia di mettermi a fare delle cose per il lavoro, che dovrò comunque fare prima di partire per le vacanze, e visto che mi annoio a morte, mi sono decisa a fare l’inventario della mia cucina!
Sam aveva pubblicato il suo qualche mese fa e l’avevo invidiata per la forza di volontà che ci aveva messo!
Io lo farò a bocconcini, pezzo per pezzo… In realtà, come faceva notare Sam, questo post è per me, non per voi: mi serve per capire cosa c’è in casa e cosa manca… E visto che con il caldo sono anche a corto di ricette e di argomenti…

ERBE E SPEZIE

Alloro
Anice
Anice stellato
Bacche di ginepro
Cannella in polvere
Cannella in stecche corte
Cannella in stecche lunghe
Cardamomo
Chiodi di garofano
Citronella secca
Colombo
Cumino in polvere
Curcuma
Curry (mild Madras)
Dragoncello secco
Erbe di Provenza
Fienogreco
Gamberetti secchi (scaduti…)
Garam Masala
Lavanda
Maggiorana secca
Misto 5 spezie
Mostarda di Dijon in grani
Mostarda in grani
Noce moscata intere
Origano secco
Paprika
Pepe bianco
Pepe della Giamaica
Pepe di Sechuan
Pepe rosa
Pepe verde
Peperoncino di Cayenna
Peperoncino indiano
Peperoncino siciliano
Piment d’Espelette
Prezzemolo secco
Semi di coriandolo
Semi di cumino (carvi)
Semi di cumino nero
Semi di finocchio
Semi di papavero
Semi di sesamo bianchi tostati
Semi di sesamo neri
Spezie per couscous
Vaniglia (baccello)
Vaniglia (estratto)
Wasabi
Zafferano in pistilli
Zafferano in polvere
Zenzero in polvere

Capoverde, ovvero salvati da un kebab

Premessa: non recensisco ristoranti di mestiere, non mi interessa recensire ristoranti di mestiere, vi sto solo raccontando la mia esperienza in questo specifico ristorante…

Stasera abbiamo festeggiato i nostri tre anni di matrimonio e siamo andati a cena al Capoverde (il menù sul sito non corrisponde a quello, molto più ristretto, che trovi al ristorante e il servizio prenotazoni on-line non funziona).
Mai scelta fu peggiore di questa!
L’ambiente è stupendo, ma tale bellezza mai potrà far dimenticare l’orribile cena!
Antipasti:
Involtini di spada e zucchine: grigi, tristi e senza sapore.
Polipo agli agrumi di Sicilia: duro, senza sapore e grigio.
Su ambedue i piatti delle bacche di pepe rosa che non c’entravano nulla.

Secondi
(il primo l’abbiamo saltato, per fortuna):
Filetto di maialino con mela: buono, cotto abbastanza bene, ma banale.
Filetto di branzino allo champagne: lo champagne l’ha visto in un’altra vita ma sicuramente non nel mio piatto; stessa identica riduzione di vino bianco del maiale… Probabilmente congelato, ma sul menù non era specificato…

Dolci:

Semifreddo al torroncino: industriale.
Carpaccio di ananas con gelato alla vaniglia e pistacchi: industriale il gelato, carpaccio medio, pistacchi inesistenti.

Piatti: colorati! Ora, io dico, se già cucini malino, perché presentarmi il tutto su un piatto rosso fuoco con bordo turchese???

Si sono salvati i vini: favolosi!
Parola del Francese: questo ristorante è la prova di un bravo somellier e un pessimo cuoco!
E come dargli torto????

Al ritorno, affamati, ci siamo fermati per un kebab in Viale Padova: una libidine! Ci ha sicuramente risolto la serata!!!