Gelato espresso alle fragole

A Milano fa molto caldo in questi giorni (vi lascio immaginare quanti gradi ci sono in metropolitana) e la città è sotto una bella cappa di umidità e smog… E a me è venuta una gran voglia di gelato! Nella mia zona non ci sono gelaterie artigianali degne di nota, così sono “costretta” a farmelo in casa! Per fortuna ho la gelatiera…

250 g di fragole pulite
200 ml di panna
2 cucchiai di zucchero di canna

Frullare tutto e mettere nella gelatiera!

Me lo sto mangiando proprio mentre pubblico… Spero di riuscire a lasciarne anche per il Francese!

Lasagne verdi con spada affumicato e pomodorini

Anni fa alla rivista Anna allegavano una volta al mese (o una volta la settimana, non ricordo…) dei pratici opuscoli monotematici “Anna in cucina”: Cioccolato, Piatti freddi, Pasta, Dolci… Per anni sono stati una specie di bibbia per me: ricette semplici, gustose, ma di effetto.
L’opuscolo che mi ha ispirato queste lasagne (che ho variato minimamente) è stato “Yogurt”. L’aggiunta dello yogurt alla besciamella è molto interessante, la rende quasi più “leggera”, per lo meno al palato!
Le lasagne verdi le ho comprate già fatte, secche: non siamo mica un pastificio!

250 g di lasagne verdi
150 g di yogurt greco
besciamella (fatta con 40 g di burro, 60 g di farina e 700 ml di latte)
5 g di burro
600 g di pomodorini
200 g di spada affumicato (o 400 g se le volete molto ricche)
Sale
Pepe
Noce moscata

Accendere il forno a 180° C.
Preparare la besciamella: sciogliere il burro, aggiungere la farina, tostarla brevemente e diluire con il latte caldo. Cuocere a fuoco basso finché non si addensa leggermente (lasciarla liquida, per far sì che le sfoglie delle lasagne cuociano meglio). Aggiungere sale, pepe e qualche pizzico di noce moscata.
Una volta raffreddata, aggiungere lo yogurt.
Imburrare una teglie grande, mettere due cucchiai di besciamella sul fondo, adagiarvi delle sfoglie di lasagne, ricoprirle di besciamella, lo spada sminuzzato grossolanamente, i pomodorini tagliati in 4. Continuare fino all’esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di pasta, besciamella e pomodorini.
Infornare per 45 minuti e servire subito.

Tonno marinato con riso e salsa di miso

Gli ingredienti sono giapponesi, ma non potrei dire che quello che ne è uscito possa annoverarsi tra la cucina giapponese. Nel senso, essendomi inventata tutto, assemblando decine di ricette che ho letto qua e là on-line, non posso affermare che l’esito di questo esperimento possa essere riconosciuto da un giapponese come un piatto del suo paese, ma almeno annovera tra i suoi componenti dei tipici prodotti del Sol Levante. A noi il risultato è piaciuto, anche se ho trovato la salsina di miso forse un po’ troppo asprigna per i miei gusti, e per questo ho messo la possibilità di mescolare il miso con il succo d’arancia, che lo addolcisce un po’ di più.



250 g di tonno fresco
2 cucchiai di mirin (vino di riso)
2 cucchiai di su (aceto di riso)
4 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di miso (pasta di fagioli di soia)
Il succo di 1/2 limone (o di 1/2 arancia)
Olio extravergine di oliva

Riso bollito

Semi di sesamo per decorare

Tagliare il tonno a striscioline non troppo sottili. Marinarlo nel su, mirin e salsa di soia per almeno 3 ore.
Nel frattempo preparare la sala di miso, mescolando il miso con il succo di limone. Lasciare riposare in frigorifero.
Bollire il riso.
Scaldare una padella antiaderente con abbondante olio, cuocere molto velocemente (pochi secondi) le stiscioline di tonno (attenzione perché l’olio salterà da tutte le parti, comprese le vostre innocenti manine e braccine…). Servirle sopra il riso e nappate con la salsa di miso. Decorare con semi di sesamo tostati.

Piperita risponde: le marmellate

S. mi scrive:

[…] vorrei da te un consiglio per fare una buona e semplice marmellata di fragole. Lo so non è difficile ma quello che mi manca sono le proporzioni zucchero/frutta!
Grazie!
S.

E Piperita (reggendo il suo bel palloncino rosso della domenica) risponde!

La buona norma per una marmellata è seguire sempre la proporzione di 1 a 1, cioè, per un chilo di frutta, un chilo di zucchero. Con qualche aggiunta:
- praticamente sempre, del succo di limone;
- per frutta carente di pectina, una mela sbucciata (e questo sarà il caso delle fragole);
- spezie a piacere: cannella, vaniglia, zenzero…

Per esperienza personale consiglio di far macerare la frutta nello zucchero per una notte intera (o per una giornata) e di cuocere la marmellata a fuoco sostenuto e non per troppo tempo (35-40 minuti saranno sufficienti, massimo 1 ora). Invasare sempre dopo aver sterilizzato i vasetti (o in acqua bollente o riempiti per 3/4 di acqua per 10 minuti nel microonde al massimo della potenza) e a caldo. Chiudere i vasetti e capovolgerli.

E dopo avere la netta sensazione di seguire le orme di Wilma De Angelis e di Suor Germana, vado a riposarmi felice!

P.S.
A scanso di equivoci, io uso questo soprannome perchè da tempi immemorabili mi hanno sempre associata alla favolosa Piperita Patty!

Guacamole

Per il nostro viaggio di nozze siamo stati quasi 4 settimane a gironzolare per il Messico, zaino in spalla, ma forse ve l’ho già raccontato… Comunque, andando (rotolando?) verso sud, ci siamo fermati per qualche giorno a Mazunte, spiaggietta vicino a Puerto Escondido, tranquillissima, un paradiso fatto di foresta, farfalline, sabbia e mare favoloso. Così fuori dal mondo che la nostra cabaña non aveva nemmeno la luce elettrica e passavamo le nostre serate in veranda, alla luce delle candele e dondolandoci sull’amaca… Ok, ora che avete il contesto, immaginatevi anche un ristorantino minuscolo, gestito dagli stessi proprietari delle cabañas, con una signora in cucina e una ragazza che serviva ai tavoli, il tutto in un’immensa veranda, in alto a un piccolo promontorio, con da una parte la foresta e davanti la distesa dell’oceano… La signora in questione faceva un guacamole da urlo, un po’ perché gli avocado in Messico sono molto più buoni che le cosine che importiamo da noi e un po’ anche perché era probabilmente tutta la sua vita che schiacciava avocado per fare guacamole! E pensate che prima di andare in Messico, a me gli avocado manco piacevano!

2 avocado maturi
1 pomodoro piccolo
1/2 cipolla
Il succo di 1 lime
Peperoncino (fresco o in polvere)

Gli ingredienti andrebbero pazientemente schiacciati con una forchetta e amalgamati, in modo da ottenere un composto grossolano, con ancora dei pezzi. Ma dato che in Italia è difficile trovare dei buoni avocado, maturi al punto giusto da essere facilmente schiacciati con una forchetta, quello che vi consiglio è di tirare fuori il vostro bel frullatore, sbatterci tutto dentro e azionare a impulso, così da avere comunque un composto abbastanza grossolano. La dose del peperoncino è assolutamente a piacere.
Ci vorrebbe anche del coriandolo, ma io lo detesto proprio… Però mettetecelo se a voi piace…

Club del Wok: Noodles con curry di funghi (con modella)

Una mia cara amica (colei che regge la ciotola sul mio balcone!) è venuta ad abitare vicino a me, solo che per un certo periodo non ha ovviamente avuto la cucina, così veniva spesso qui a cena. Essendo però la donna più disorganizzata del mondo (e adesso mi becco sicuramente una mail di insulti immediata, ma, tesorina, dai, su, ammettilo!), mi avvisava che sarebbe arrivata a cena solo all’ultimo, perciò mi dovevo ingegnare!!! E così cosa c’è di più facile, veloce e versatile che una ciotola di noodles???
Non so se l’avete capito, ma ho un’insana passione pure per le noodles…
I gamberetti secchi in polvere non sono necessari, se non ne avete. È che una volta ne ho comprato un pacchettino e, anche se erano solo 100 g, penso mi durerà in eterno, perciò da qualche parte ce la devo pure infilare questa polverina rossa!

1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 cipolla
1 cucchiaino colmo di pasta di curry rossa
200 g di champignon
4 shitake secchi, ammollati per 45 minuti in acqua molto calda
50 g di piselli surgelati, parzialmente decongelati
1 cucchiaio di salsa di pesce
2 cucchiai di salsa di soia
200 g di udon freschi
100 g di gamberetti surgelati, decongelati
1/2 cucchiaino di gamberetti secchi in polvere

Mondare gli champignon, e tagliarli a spicchi. Affettare gli shitake.
Sminuzzare grossolanamente la cipolla e soffriggerla nel wok con l’olio. Aggiungere la pasta di curry e farla sciogliere bene. Aggiungere gli champignon, poi gli shitake. Mescolare in continuazione. Aggiungere i piselli, sempre mescolando.
Sgranare gli udon e aggiungerli nel wok, condire con la salsa di soia e la salsa di pesce (a questo punto potete aggiungere anche due o tre cucchiai di latte di cocco, se ne avete lì un lattina aperta), aggiungere i gamberetti e cospargere con i gamberetti secchi in polvere. Mescolare bene e, sempre mescolando, lasciare cuocere gli udon per qualche minuto.
Servire subito.

Pancakes per un’amica


Una cara amica mi ha scritto:

Tu che sei un genio della cucina, non è che hai una ricetta facile facile
(sono al livello di una bambina di 5 anni) per i pancakes?
e con cosa li guarnisco, dopo?

Tralasciando la sua pazza idea che io sia un genio in cucina (che non è assolutamente vero), le pancakes sono una di quelle delizie che anch’io ho scoperto ultimamente e che ho subito adorato! La ricetta perfetta l’ho trovata su un libro di Jamie Oliver (del quale non ho ancora parlato approfonditamente in questo blog, ma sta vicino a Martha e Nigella nel mio cuoricino, con in più che era anche un gran bel ragazzo quando era giovincello e all’inizio della sua carriera… Ma questa è un’altra storia!), Happy days with the naked chef. E visto che la mia amica sostiene di essere una neofita della cucina proverò a spiegarla nel modo più semplice e dettagliato possibile.

Per 2 persone (affamate)
3 uova
115 g di farina
1 cucchiaino di lievito
140 ml di latte
1 pizzico di sale

Dividere i rossi dai bianchi, mi verrebbe da dire come Audrey Hepburn in Sabrina, ma forse è meglio spiegarlo.
Prima di tutto servono due ciotole (o una ciotola e la ciotola del robot) e la vicinanza alla spazzatura, così da gettare i gusci senza sporcare nulla. Rompere leggermente il guscio dell’uovo sullo spigolo di una ciotola, dividerlo a metà, sopra la ciotola che avete scelto per gli albumi (la ciotola del robot) e, spostando delicatamente il tuorlo da una metà del guscio all’altra, fare scivolare tutto l’albume nella ciotola e mettere il tuorlo nell’altra. Continuare così anche con le altre uova.
Aggiungere agli albumi il pizzico di sale (aiuterà a montarli) e montali a neve: se usate il robot, azionatelo (con l’aggeggino per montare) fino a quando gli albumi non saranno diventati bianchi e fermi. Se usate le fruste a immersione, iniziate a montare. Per vedere se gli albumi sono montati bene esiste un solo modo (oltre che l’occhio, ma uno se ne accorge solo dopo un po’ di esperienza): prendere la ciotola e rovesciarla a testa in giù: se nulla cade avete fatto un buon lavoro!
Nella ciotola dei tuorli aggiungere la farina, il latte e il lievito e mescolate con la frusta fino a ottenere un composto liscio. A questo punto aggiungere gli albumi. Il modo migliore è aggiungerne prima una piccola quantità, amalgamandola dal basso verso l’alto molto delicatamente, così che il composto si abitui all’aggiunta. Unire il resto degli albumi e amalgamare con cura, cercando di non smontare il composto. E per non smontarlo bisogna mescolare SEMPRE dal basso verso l’alto , con calma, senza timore, abbastanza per amalgamare, senza cercare di mescolare troppo a lungo.
Scaldare un pentolino antiaderente, ungerlo con un filo d’olio di semi, versando l’olio nella pentola e togliendo l’eccesso con la carta da cucina. Versare un mestolo di composto nel pentolino caldo e lasciarlo cuocere finché non diventa dorato sui lati. A questo punto potete aggiungere della frutta a tocchetti (fragole, lamponi interi, nespole, pesche, quello che volete). Girare la pancake con l’aiuto di una paletta, cuocere per qualche minuto e mettere su un piatto. Continuare fino a esaurimento del composto.
Servire con dello sciroppo d’acero.

P.S. A onor del vero, queste delizie le ha fatte il Francese! Bravo, eh?

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