Jelly!


Preparando una cena informale per un’amica che sta seguendo un programma alimentare “ristretto”, il problema maggiore è stato trovare delle ricette che non contenessero zucchero, miele, sale, farina raffinata, uova, latticini (no burro, yogurt, latte, formaggio…), carne e chi più ne ha più ne metta. E tra l’altro, tra gli invitati c’è un’altra amica che non mangia pesce! Mentre per la maggior parte delle portate non ho avuto troppi problemi, per il dolce mi sono notevolmente impegnata. Non sono una grandissima fan di quel tipo di ricette che sostituiscono ingredienti veri con delle specie di surrogati o che in un dolce fatto normalmente con etti e etti di burro venga usato con qualche grasso vegetale idrogenato o chissà cos’altro… Mi vengono i brividi al solo pensiero! So di avere opinioni assolutamente ristrette, ma invece di cucinare dei muffin senza uova e senza zucchero preferisco trovare una ricetta originale che non contenga tutti gli ingredienti “incriminati”. Ovviamente la difficoltà è trovare la ricetta per un dolce SENZA zucchero. Alla fine sono arrivata a due possibilità che mi soddisfacevano: il castagnaccio e delle gelatine alla frutta. Sprezzante del pericolo, ho deciso di preparare le gelatine! E non sono nemmeno un’amante della gelatina!

Per 10 bicchieri
1 litro di succo di mela
8 cucchiai di agar agar (gelatina vegetale derivata da un’alga)
Frutta a piacere

Scaldare il succo di mela e sciogliervi la gelatina. Sistemare la frutta nei bicchieri, coprirla con la gelatina. Mettere in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire.

Si possono aggiungere delle foglioline di menta insieme alla frutta. Io ho usato dei frutti di bosco, ma si può usare qualsiasi tipo di frutta, tranne quella troppo acida, come ananas e limone, che impediscono alla gelatina di rassodarsi.

ERRATA CORRIGE
All’inizio avevo messo 5 cucchiai di agar agar, ma adesso ho controllato la gelatina in frigorifero, e ho scoperto di non averne messa a sufficienza… Sorry… E tutto perchè odiando la gelatina…

ERRATA CORRIGE 2
per 1 litro di liquido ci vogliono almeno 5 gr di agar agar, cioè una barra…

Gamberi al pepe di Sichuan


In una vietta del quartiere cinese di Milano c’è una favolosa trattoria che propone delle zuppe piatto unico con la pasta fatta a mano: deliziose! Me lo fece scoprire un imprenditore cinese per il quale lavoravo e che ci andava a pranzo quasi tutti i giorni. Oltre alle zuppe la trattoria proponeva anche dei favolosi gamberi al pepe di Sichuan. Ieri sera avevo amici a cena e ho provato a rifarli: semplici, gustosi, di sicuro effetto!

Per 4 persone (come antipasto)

300 g di gamberi grigi, crudi
2 cucchiai di bacche di pepe di Sichuan
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva

Scaldate l’olio in un’ampia padella antiaderente. Aggiungete il pepe di Sichuan e fatelo tostare finché non inizia a scoppiettare. Aggiungere i gamberi e cuocerli finché non diventano rosa. Servire subito.

Il pepe di Sichuan ha la favolosa proprietà di non essere assolutamente piccante, ma di sprigionare in bocca una ventata di freschezza indimenticabile!

Sara’s Kitchen Pantry 2


Continuando con le mie credenze…

Barattoli vari.
Tutto quello che arriva a casa in un sacchetto o contenitore non ermetico, una volta aperto lo trasferisco in un bel barattolo. Lo so: control freak! Però è igienico… E davanti ai bei barattoli tutti impilati, finiscono tutte le altre cosine che non so dove sistemare. In primo piano risalta uno dei miei peccati golosi: il Topping al cioccolato della Metro. Se avete possibilità di fare acquisti alla Metro, un consiglio: non compratelo, è una droga! Appena ho del gelato in casa mi viene subito voglia di annegarlo con litri di topping al cioccolato! Quasi peggio della Nutella, che, come avrete notato, non compare all’interno della credenza: cerco di trattenermi dal comprarla, o la mangerei a qualsiasi ora del giorno e della notte!
Quest’estate in Francia abbiamo comprato questo bel barattolo di Crème de Marrons de l’Ardèche, della quale non ho ancora ben deciso cosa fare. In realtà mi sono innamorata del barattolo, ma non sono una grandissima fan del contenuto…
La tapioca è una nuova entrata della credenza. L’ho comprata per curiosità, senza sapere bene né come usarla, né cosa farne. Ci ho fatto una specie di pudding una volta, ma non ne sono rimasta molto colpita… Farò altre prove…
Miele vario, ma soprattutto il miele di castagno prodotto a Varese, mia terra natale, che va bene per tutto, dai dolci alle marinate, per il raffreddore o la tosse…

Sara’s Kitchen Pantry 1


Giusto per dare un senso al titolo di questo blog, ecco la mia credenza! O meglio, le mie credenze…
Specifiche generali: non c’è un ordine prestabilito o un senso logico. L’unico senso che seguono è quello di accomunare contenitori simili, per dimensioni e tipo, ingredienti della stessa famiglia (ma non è una regola generale, tranne per tè e spezie), vicinanza immediata al luogo di utilizzo…

Le mie preferite: i tè e le spezie.


Il ripiano dei tè varia per caos e assortimento secondo i periodi: se abbiamo appena fatto un giro in Inghilterra o a Parigi, è pienissimo, ma dopo un po’ inizia a stabilizzarsi. Mi piacciono tutti i tipi di tè, ovviamente rigorosamente in foglia (e non quelle cose orrende che vendono in bustina), ma preferisco normalmente quelli verdi: non manca mai del Gunpowder cinese o del tè al gelsomino, cinese o tailandese. Mi piacciono anche i tè aromatizzati, tipo ai frutti di bosco o alla vaniglia. L’acquisto più folle è stato nel gennaio 2005, a Parigi, 1 etto di tè Parfum de niege, raccolto 2004 (è
rarissimo trovare in Europa tè del raccolto dell’anno prima), a 36,00 €, cioè 360,00 € al chilo! Vale tutti i suoi euro! E ce n’erano anche di più cari!
Ed essendo cresciuta a Lipton, ogni volta che non sto bene (raffreddore, febbre o mal di stomaco o qualsiasi altro malanno) gli unici tè che mi fanno stare bene sono l’Assam o l’Orange Pekoe: mi ritrovo nella cucina della mia mamma con davanti la zuccheriera con i dipinti di Vermeer che lei vorrebbe tanto buttare…

Il cassetto delle spezie è un po’ più da control freak (quale sono, dopotutto), me ne rendo conto, ma è l’unico modo per capirci qualcosa.


Negli anni ne abbiamo collezionate di varie, dalle erbe aromatiche che crescono nella campagna intorno a casa dei miei suoceri, all’alloro dei miei genitori, a tutte le spezie che mi sono venute in mente o che mi sono servite per una ricetta. Solo che l’unico modo per ritrovarle è stato etichettare ogni singolo barattolino: ci ho messo un pomeriggio… Per non parlare di tutte quelle che sono ancora nei loro sacchettini per le quali non ho ancora trovato un posto… Spezie preferite: zenzero (anche in polvere, ma fresco è meglio), timo, pepe di Sichuan, cumino… Mi fermo o continuo elencando tutto il contenuto del cassetto!