Cosa ho imparato dalle elezioni francesi

- Il presidente viene eletto e nel giro di 1 settimana è all’Eliseo: hop là!

- nomina il primo ministro nelle 24 ore successive alla sua installazione all’eliseo: hop là!

- il primo ministro nomina tutti i ministri nelle 24 successive alla sua nomina: hop là!

- tra i ministri non ci sono ex vallette o gente dello spettacolo, sia che il governo sia di sinistra sia di destra

- i politici in Francia fanno quello di carriera: dopo il liceo fanno una scuola speciale e poi iniziano a scalare le varie cariche

- la parità non è un’utopia: 34 ministri di cui 17 donne

Una realizzazione: in Francia si arriva al successo lavorando duro e con impegno, non sgomitando, urlando e pestando i piedi.

È tutto veloce, nessuno urla, nessuno batte i piedi o fa gnegne: il popolo ha deciso, punto.

Hollande è arrivato il suo primo giorno all’Eliseo a bordo della sua macchina: dicono sarà un presidente normale, vicino al popolo, alle persone comuni.

Lui voleva continuare a vivere nel suo appartamento nel 15esimo arrondissement ma non gliel’hanno lasciato fare per questioni di sicurezza, e così gli tocca stare in centro. Porello…

Posted in Francia | Tagged , | Leave a comment

Meal Plan

Su quasi tutti i mommy blog americani si trovano consigli e tabelle per organizzare i pasti della famiglia.

Prima di avere due figli non mi era mai servito organizzarmi in anticipo: il nostro frigorifero è difficilmente deserto anche ora. Tornavo a casa, aprivo il frigo e cucinavo quello che mi ispirava. Mangiavamo alle 20, 20.30, anche alle 21 alle volte.

Ora non possiamo più: si mangia alle 19 in punto e i bambini entro le 20 massimo sono a letto. E se alle 19 non è pronto si prevede l’apocalisse.

E spesso sono a casa con me anche durante il giorno: ciò comporta l’impossibilità di cucinare mentre sono svegli. La maggior parte delle volte preparo tutto mentre dormono, tre le 12.30 e le 15.

L’organizzazione è perciò d’obbligo!

Ogni domenica sera mi metto a tavolino e decido cosa mangiare durante la settimana: non ricette precise, come le blogger americane, ma l’ingrediente principale, come pollo, verdure, pasta con… o una torta salata…

Questo mi aiuta a gestire il freezer, il frigo e la spesa.

Condividerò con voi un mio piccolo segreto.

La domenica la prendo come giorno di riposo: di solito a mezzogiorno andiamo a mangiare fuori, facendo una passeggiata. E la domenica sera è la cena che più peferisco durante la settimana, non per il suo contenuto, ma per il fatto che è sempre uguale, settimana dopo settimana, mese dopo mese.

La domenica sera noi mangiamo pastina. Che siano stelline o tortellini, sempre pastina è.

Il brodo di solito è fatto in casa, se mi ricordo di scongelarlo. Se no, uso il dado (e non me ne vergogno).

Se volete scaricare la tabella che uso per la pianificazione dei pasti, basta cliccare su questa frase.

La stampo ogni settimana e la compilo a mano, con tanti scarabocchi.

Per il 2012 ho deciso di archiviare tutte le settimane in una cartelletta, così, come ricordo…

Posted in Vita da mamma, Vita da Sara | Tagged , , | 1 Comment

Trash food Made in France

Anche i francesi hanno il loro trash food.
Niente di fighetto o qualcosa che a noi sembrerebbe comunque buono, oh no!

In ordine sparso:

- i ravioli in scatola, con tanto di sugo;

- le patatine in sacchetto al gusto bolognese;

- i corridoi interi di simil Danette;

- il purè in busta al gusto di pollo arrosto;

- in Italia vendiamo la torta della nonna in busta, in Francia i macaron.

Posted in Francia, Vita da Sara | Tagged , , | Leave a comment

Scatoloni

Io me la vedo la Carla Bruni a far gli scatoloni all’Eliseo tra un pannolino e un rigurgito…

Io e Carla, un unico destino: traslocare da neomamma!

Posted in Francia | Tagged | Leave a comment

Gli assegni

In Francia gli assegni si usano tantissimo.

Si può pagare al supermercato con gli assegni e non ti chiedono manco la carta d’identità.

Puoi persino pagare un acquisto fatto su internet con un assegno: stampi la fattura, compili l’assegno e lo spedisci. Loro ti tengono fermo l’ordine per 5 giorni e quando l’assegno arriva lo spediscono.

Ho pagato anche un ristorante con un assegno.

Li spedisci anche per posta, con una lettera normale, che tanto in Francia le poste funzionano e arriva sempre tutto.

Al contrario di quando vivevamo in Italia, che avevamo fatto ammuffire il libretto degli assegni in cassaforte, qui ne scrivo almeno 3 o 4 al mese.

E come per tutti gli assegni l’importo va anche scritto in lettere.

Mai google translate fu più inutile: se scrivo il numero in lettere me lo traduce in cifre.

Perché ai francesi dire ottanta non piace, no: loro devono dire quattro volte venti (quatre vingt). E novanta è quattro volte venti dieci (quatre vingt dix). E settanta è sessanta dieci (soisonte dix)…

A quel punto mi sforzo, gratto sul fondo del mio cervello cercando di ricordarmi cosa imparai alle scuole medie (e mai il passato remoto fu più azzeccato) e googolo il numero.

Alle volte ci azzecco anche.

Posted in Francia, Vita da emigrante | Tagged , | 2 Comments

Ho risolto un problema

Le presine e il guanto da forno: erano sempre sporche e non venivano bene una volta lavate.

Ho tenuto solo quelle per le foto.
Il resto le ho buttate.

E le ho sostituite con delle favolose presine e guanto da forno di silicone!
Li amo!

Posted in Uncategorized | Leave a comment

Prendere coscienza

Più mi avvicino ai 40 (quest’anno ne compio 38), più prendo coscienza di certe piccole verità:

- non sarò mai più una taglia 42;

- non avrò mai i lunghi capelli fluenti che sognavo di avere a 15 anni;

- non sarò mai la giornalista internazionale che sognavo di essere quando avevo 15 anni, e non è che abbia mai fatto nulla per diventarlo;

- non sarò mai una persona che cerca la perfezione o anche solo precisa, specie nelle cose manuali;

- non riuscirò mai a uscire dalla maledizione del non finire qualcosa: ogni volta che sto per finire un piccolo progetto o un lavoro a maglia o un ricamo, mi blocco e lo lascio stazionare lì per giorni prima che mi prenda un attacco di “terminite” e mi metta lì per finire quello e altri progetti in sospeso;

- avrò sempre delle to do list più lunghe e più articolate di quanto poi riesca effettivamente a fare, ma continuerò adorare farle!

- forse entro i miei 40 anni avrò una cucina come dico io, progettata da me, ma che sarà comunque il casino che sarà sempre la mia cucina (vale anche per la casa);

- forse entro i 40 anni arriverò alla realizzazione della mia amica Lalui e inizierò a fregarmene delle cose che mi fanno male.

Per i primi 36 anni della mia vita mi sono dedicata a me stessa e ai miei bisogni. Ora, da due anni, e per i prossimi anni, mi dedico ai bisogni di altre 2 persone, a cercare di fargli vivere una vita felice.

E in due anni non mi sono ancora abituata a questi cambiamenti, se no non direi cose improponibili la notte, quando si svegliano e vogliono l’acqua, ma correrei ansiosa a chiedergli amorevolmente cosa vogliono.

O forse tirerò giù di ogni anche tra 10 anni… Chissà…

Posted in Vita da Sara | Tagged , | 2 Comments

Stoffe

Le stoffe sono belle.

Come per la lana, il sintetico non fa per me: 100% cotone (o lana).

Ikea ha delle belle stoffe, pesanti, per arredo, ma anche alcune che possono essere usate per i vestiti.

Le americane hanno un gusto per le fantasie che trovo a dir poco raccapricciante.

Le francesi fanno tutto color tordo e io proprio non riesco a farmelo piacere.

Le italiane sono ferme agli anni ’70.

Le stoffe che mi piacciono di più sono o scandinave/nord europa (la Danimarca ne produce di stupende) o giapponesi.

In tutto questo tollero tutto, ma patchwork e fiori no, quelli non ce la faccio.

Posted in Uncategorized, Vita da Sara | Tagged | Leave a comment

O dell’equilibrio

L’equilibrio.

Una delle cose che fanno grande un piatto o una torta è l’equilibrio.

L’equilibrio, specie in pasticceria è composto da molti fattori, non solo legati al gusto, ma anche alla vista e soprattutto alla consistenza.
Uno dei capisaldi dell’alta pasticceria francese è l’equilibrio dei contrasti: un po’ croccante, un po’ morbido, un po’ cremoso, un po’ dolce, un po’ salato…

Un equilibrio di contrasti e gusti, nonché visivo, che la pasticceria italiana non ha.
La pasticceria italiana, qualsiasi essa sia, è buonissima, ma qui in Francia la si trova dal panettiere.

In pasticceria trovi altro, di molto più equilibrato, pensato, che rasenta la perfezione.

E non tiratemi fuori i cannoli o la cassata o il panettone: roba da boulangerie, fatevene una ragione.

In fin dei conti non si può eccellere in tutto, ma non diciamolo ai francesi che poi si stizziscono.

Posted in Vita da Sara | Tagged | 1 Comment

L’obbligo del fare

A Milano ho sempre sentito l’oppressione dell’obbligo del fare.

Dopo il lavoro DEVI fare qualcosa: aperitivo, vernissage, mostra, cinema, cena…

Nel fine settimana DEVI fare qualcosa: brunch, vernissage, mostra, cinema, cena…

Tutti costantemente ti chiedono cosa farai, dove andrai, cosa vedrai. Il tutto, ovviamente, senza uscire da Milano: mai sia che ci si avventuri nella giungla selvaggia!

Ma la gioia di stare sul divano a oziare, dove è stata lasciata?

Ozio che ci manca tantissimo (parlo anche per marito1.0), del quale avremmo voluto godere a piene mani quando ancora potevamo…

E così qui invece di oziare andiamo a fare tante passeggiate… Ma noi vorremmo tanto dormire, ma non abbiamo il numero legale per imporci…

Posted in Italia, Vita da Sara | Tagged | 1 Comment